È inevitabile: leggendo di Lupin, la nostra mente ricorda Sherlock Holmes, il famoso detective di Sir Arthur Conan Doyle, ma anche Poirot, l'investigatore belga di Agatha Christie. Personaggi diversi tra loro, certo, eppure così ben descritti, sia fisicamente che a livello psicologico, da diventare eterni. Talmente eterni che a distanza di anni (cento e più!) il pubblico vuole sentir parlare ancora di loro. Lupin, per esempio, è diventato prima un famosissimo manga e poi un anime. E non bisogna dimenticare l'omonima serie Netflix, in cui Omar Sy interpreta Assane Diop, che, ispirandosi alle avventure di Lupin, riesce a fare, a modo suo, giustizia. Ed è proprio nella serie Netflix che si scorge un'edizione del tutto particolare della prima raccolta di racconti di Leblanc con protagonista il ladro gentiluomo: un testo finemente decorato, con rilegatura in pelle e un'immagine stilizzata di Arsenio Lupin sulla copertina. Non un'opera di fantasia, però, perché Salani Editore ha portato in Italia questa strabiliante edizione, fedele a quella visibile nella serie e soprattutto all'originale, con i primi nove racconti che Leblanc ha dedicato a Lupin. Nove racconti in cui l'autore crea la giusta tensione, perché Lupin, anche se assente dalla scena in quel preciso istante, fa percepire la sua presenza. Una presenza a tratti inquietante, ma senza dubbio affascinante, destinata a riecheggiare nei secoli.
domenica 14 marzo 2021
"Arsenio Lupin - Ladro gentiluomo" di Maurice Leblanc
"Sei furbo, Lupin". Chi non ricorda la famosa sigla del cartone animato? Indimenticabile, certo, e altrettanto evocativa. Perché leggendo Arsenio Lupin - Ladro gentiluomo viene da pensare solo questo: l'astuzia e la furbizia di Lupin sono talmente grandi da renderlo incredibilmente attraente. Ideato agli inizi del secolo scorso da Maurice Leblanc, Lupin è per antonomasia il ladro gentiluomo: dotato di un'astuzia fuori dal comune, riesce a ideare piani ben congegnati per eseguire furti memorabili, spesso con l'intento di restituire il bottino ai legittimi proprietari. Una delle sue abilità riguarda il trasvestimento: egli, infatti, è capace di mascherare il suo aspetto per assumerne uno completamente diverso, così da passare inosservato o addirittura sviare le indagini che riguardano il famoso ladro.
giovedì 11 marzo 2021
"Sangue inquieto" di Robert Galbraith: alla ricerca di una verità sepolta
Una donna scomparsa quarant'anni fa. Un serial killer dalla mente lucida e subdola. Un'organizzazione criminale. Due detective straordinari. Possiamo riassumere così la trama di Sangue inquieto, ultima fatica di Robert Galbraith, pseudonimo di J. K. Rowling, che torna nelle librerie con un nuovo episodio della serie Cormoran Strike. Nuovo, intrigante, difficile, perché Strike e Robin, ormai socia dell'agenzia investigativa, si ritrovano ad indagare sulla scomparsa di Margot Bamborough, dottoressa le cui tracce si sono perse nel nulla quarant'anni prima. Assunti dalla figlia, desiderosa di scoprire la verità e donare alla madre, in caso di un triste risultato, una degna sepoltura. I due investigatori partiranno da coloro che frequentavano la dottoressa e dagli appunti di Talbot, il primo responsabile dell'indagine, che tuttavia subirono un improvviso declino, a causa dello stress che portò Talbot alla pazzia. Eppure, in quegli appunti apparentemente disordinati, che affondano nell'esoterismo e nell'astrologia, Talbot vedeva un disegno al limite della perfezione, capace di catturare persino Robin e Strike, che riusciranno a risolvere il mistero di Margot in un trionfo senza precedenti.
Sangue inquieto si avvale di poco più di mille pagine, nell'edizione italiana, per risolvere un mistero lungo decenni, che sembra avere come unico responsabile Creed, efferato serial killer che amava torturare, stuprare e infine uccidere le sue vittime. Un assassino dalla mente estremamente lucida, eppure psicolabile, principale sospettato della scomparsa di Margot e, purtroppo, anche delle critiche di chi il libro ancora non l'ha letto. Perché Creed amava indossare un cappotto femminile, per poter suscitare la simpatia delle sue future vittime, e, aggiungendo l'opinione, lecitamente sbagliata, della Rowling in merito alle persone trans, gli amabili leoni da tastiera hanno prontamente annunciato di voler boicottare il romanzo, solo all'idea che una persona trans potesse essere responsabile di quelle vittime. Eppure, in nessun punto del romanzo, si evince una critica, nemmeno accennata, ai transessuali. L'unico intento è, infatti, quello di raccontare di Strike e Robin, della loro agenzia alle prese con vari casi, dei loro collaboratori e delle fatiche di una vita caotica. Ognuno perso negli affanni quotidiani, Strike e Robin, soci e amici, riusciranno a sorreggersi a vicenda, affrontando non solo un caso complicato, ma anche eventi personali che rischiano di minare la loro stessa stabilità emotiva. Ancora una volta, J. K. Rowling si dimostra una scrittrice dalla penna fine, in grado di intrecciare i dettagli del caso con la vita privata dei protagonisti, corredati da una suggestiva descrizione dei luoghi visitati dai nostri protagonisti, senza mai perdere di vista il filo del discorso. Forse, a primo impatto, la lunghezza di Sangue inquieto può spaventare, eppure l'intreccio, lo stile, le emozioni che suscita sono funzionali alla comprensione della storia in sé. È poi da riconoscere all'autrice la capacità di aggiungere l'elemento esoterico senza perdersi in un labirinto di congetture e false piste, ma anzi considerandolo per quello che è, ovvero un contorno, utile, se preso con le pinze, per risolvere il caso. Così facendo, Sangue inquieto entra di diritto nella rosa dei migliori gialli degli ultimi tempi, in attesa di rivedere i nostri investigatori alle prese con un nuovo, emozionante caso.
martedì 2 marzo 2021
"Le Streghe" di Roald Dahl
Guanti per nascondere i lunghi e aguzzi artigli, una fastidiosa parrucca che ricopre la testa calva, grandi narici dal bordo roseo e incurvato, pupille che cambiano colore e piedi senza dita. Così la nonna descrive le streghe al suo dolce nipotino, protagonista di uno dei romanzi più famosi e amati di Road Dahl, definito dal Times "il pifferaio magico dell'era moderna". Pubblicato in una nuova edizione speciale da Salani Editore, Le Streghe racconta di una lotta sfrenata contro il male che impera in questo mondo, dove le streghe, governate dalla perfida Strega Suprema, si alleano per far fuori tutti i bambini, trasformandoli in orripilanti topi che i loro stessi genitori uccideranno. Ma nonna e nipote, insieme col coraggioso Bruno, riusciranno a distruggere queste orribili creature.
Ancora una volta Roadl Dahl dimostra di avere la capacità di raccontare e con Le Streghe lo fa prendendo un'antica leggenda e rivisitandola, creando una storia immortale, trasportata sul grande schermo prima nel 1990, con la meravigliosa Anjelica Huston nei panni della Strega Suprema, e poi nel 2020, con protagonisti Anne Hathaway, Octavia Spencer e Jahzir Kadeem Bruno. Tuttavia, bisogna dirlo, pensare che i racconti di Roadl Dahl siano esclusivamente dedicati all'infanzia significa commettere un errore. Perché, come ogni autore per bambini che si rispetti, Dahl deve essere letto entro i primi dieci anni d'età e poi di nuovo da adulti. È la regola. Il suo linguaggio semplice e l'incommensurabile fantasia sono i suoi tratti distintivi, sicuramente scaturiti dal territorio norvegese che gli ha dato i natali ed è parte di lui, nonché fonte di innumerevoli miti e leggende. Tratti distintivi che nascono anche e soprattutto da una vita difficile, che probabilmente lo ha reso un problema per le case editrici (si dice che fosse antisemita e misogino), ma comunque in grado di trarre, proprio dai momenti più complicati della sua esistenza, insegnamenti che ha messo poi al servizio della sua fantasia, creando indimenticabili storie con al centro il delicato mondo dei bambini. Raccontando dal loro punto di vista, infatti, sarà possibile, per il giovane lettore, immergersi in un mondo magico, ricco di pericoli e avventure, mentre i più grandi potranno chiedersi se svolgono il ruolo di genitori ed educatori in modo appropriato. Perché sì, Dahl racconta di bambini ai bambini, ma di mezzo ci sono sempre i grandi, che non riescono ad assolvere al loro compito e a creare l'ambiente giusto per la crescita del bambino. Certo, gli anni in cui egli scriveva erano ben diversi da quelli attuali, ma l'infanzia è da sempre al centro di un profondo dibattito e la voce di Dahl, anche a distanza di quarant'anni, si fa forte e potente e punta il dito contro quegli adulti che negano l'infanzia stessa, incuranti della delicatezza con cui dovrebbero trattare un bambino, il quale si ritrova nell'età della scoperta, dell'apprendimento, della curiosità e dell'accettazione. In questo senso, allora, diventa fondamentale la figura della nonna: nonostante la veneranda età, la donna si fa in quattro per difendere il nipotino e si assicura del suo benessere. E proprio da lei il nostro protagonista fa suo un importantissimo insegnamento: "Non importa chi sei né che aspetto hai. Basta che qualcuno ti ami". Una frase semplice, corta, che Dahl utilizza in chiusura del romanzo come monito per gli adulti. Ecco, quindi, la grandezza di Roald Dahl scrittore: raccontare a piccoli e grandi, facendo divertire i primi e ricordando ai secondi il rispetto dell'innocente e pura età dell'infanzia.
giovedì 4 febbraio 2021
"Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" di Fannie Flagg: ricordi gustosi di una grande famiglia
Due generazioni, lontane e diverse tra loro, sono protagoniste di Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, romanzo di Fannie Flagg pubblicato nel 1987 e divenuto qualche anno dopo un film di grande successo, candidato a due Premi Oscar. La storia si dipana tra il bollettino di Dot Weems e i racconti della signora Threadgoode all'amica Evelyn Couch. Grazie al bollettino dell'attenta e informatissima signora Weems, prendiamo confidenza con la cittadina di Whistle Stop, teatro di personaggi che suscitano immediatamente la curiosità del lettore. La memoria della signora Threadgood, invece, ci permette di scavare più a fondo, di entrare nella vita di quei personaggi, conoscere la loro storia, per arrivare quasi a considerarli nostri amici. Al centro della narrazione vi sono Idgie, scalmanata ragazza ribelle, e Ruth, dolce e seria. Insieme, le due gestiscono il Caffè, offrendo un menù ricco e prelibato a prezzi stracciatissimi, senza mai sottrarsi al desiderio di aiutare i meno fortunati, come se fosse un obbligo morale, ma che in realtà parte dal cuore. Ecco, i personaggi di questa cittadini sono persone di vero cuore, genuine, in grado di rendere la vita della stessa Whistle Stop una grande famiglia. Fannie Flagg ci catapulta in una storia riccamente decorata, dove quello che sembra un omicidio rischia di mettere a repentaglio tutti gli abitanti e dove un amore viene taciuto per anni, ma solo a parole. E tutto questo la Flagg lo fa con il tratto giusto e una profonda intelligenza ironica, trattando un tema quanto mai attuale: il razzismo. Partendo dalla fine degli anni Venti, l'autrice ci mostra uno spaccato della società americana del secolo scorso, una società in cui l'uomo bianco è l'unico essere vivente degno di rispetto e stima, mentre il nero deve essere relegato alla schiavitù e all'offesa gratuita. Eppure, proprio i personaggi di colore sono quelli che conquistano, a riprova del fatto che il colore della pelle è solo il risultato di un gioco genetico e non specchio della nostra vera essenza. E poi, ancora, l'autrice riesce, in appena tre pagine, a distruggere secoli interi di becero maschilismo, rivendicando l'uguaglianza della donna e la sua forza, per nulla inferiore a quella maschile. Con uno stile leggero, ma riflessivo, Fannie Flagg ci rende partecipi della vita semplice, ma comunque movimentata, di Whistle Stop, attraverso i ricordi di chi, in quella cittadina, ci ha vissuto. Ricordi che sembrano il fresco vento dell'estate, quando ci si innamora e si tocca il cielo con un dito, tanto che alla fine penserete di essere voi stessi a Whistle Stop, in quell'accogliente Caffè, a godere di un piatto di "pomodori verdi fritti e granturco alla panna, sei fette di pancetta affumicata, qualche cucchiaio di fagioli di Lima e quattro enormi e leggerissimi biscotti al latticello".
martedì 2 febbraio 2021
"Il Regno Capovolto" di Marie Lu: gioie e dolori di Nannerl Mozart
Deve essere stato difficile per la traduttrice rendere in italiano Il Regno Capovolto di Marie Lu, non tanto per il linguaggio e lo stile, che immagino non siano molto lontani da quelli resi nella versione italiana, ma perché protagonista è l'illustre famiglia Mozart e in particolar modo i figli Maria Anna e Wolfgang. Affettuosamente soprannominati Nannerl e Woferl, il romanzo prende spunto da un annedoto: i due fratelli da piccoli solevano inventare la storia di un regno speculare al nostro mondo, ma capovolto, appunto. Da qui prende avvio la vicenda narrata da Lu, dove troviamo il genio brillante e precoce di Woferl e il talento nascosto di Nannerl, costretta a vivere all'ombra del fratello e provando verso il riconoscimento dell'estro creativo di Wolfgang un forte senso di invidia, pur ammettendone la preziosità. Ecco, quindi, che Il Regno Capovolto non è solo la storia dell'avventura in un mondo fantastico, ma anche e soprattutto denuncia della condizione femminile durante un Settecento fortemente maschilista, dove la donna non ha diritto di parlare o agire senza il benestare del marito o del padre, che assumono pertanto le fattezze di padroni. Una donna che non ha diritto di comporre musica, perché esclusivo appannaggio dell'uomo. Una donna che non gode del diritto di esistere in quanto tale, ma solo se in relazione alla figura maschile della sua vita, che sia un padre, un fratello o un marito. Tema, questo, che si accompagna a una forte presenza della musica: il linguaggio musicale impregna la storia dando voce alla cosiddetta filosofia della musica, corrente di pensiero ravvisabile già nelle riflessioni dell'antica Grecia. Un linguaggio universale dell'umanità, quello della musica, proprio come disse H. W. Longfellow, capace di arrivare dritto al cuore e alla mente e di creare un regno magico, con due lune a illuminare una fitta foresta, popolata da esseri fatati, re e regine. Nannerl e Woferl partono così per quest'avventura, all'insegna di desideri taciuti a parole, ma gridati col cuore. Desideri di rivalsa su un destino già scritto da quelli che si definiscono i più forti.
Il Regno Capovolto di Marie Lu, con il suo stile squisitamente musicale, introspettivo e un'adeguata dovizia di particolari, è un romanzo fantastico che affida a Nannerl la voce di chiunque sia costretto a far tacere la propria identità. Ma sono proprio la nostra voce, la nostra mente, il nostro cuore e i nostri talenti, di qualunque genere, le uniche armi di cui necessitiamo per dire al mondo "Io esisto e valgo tanto quanto te".
Il Regno Capovolto
di Marie Lu, edito da Oscar Mondadori Vault
In libreria da oggi 2 febbraio
giovedì 28 gennaio 2021
"Io non ti lascio solo" di Gianluca Antoni: storia di un'amicizia senza tempo
Quando il maresciallo De Benedittis si ritrova tra le mani due diari, la memoria sembra riportarlo indietro nel tempo, quando la scomparsa di un bambino metteva in dubbio la testimonianza di uno scontroso montanaro e quando, anni dopo, due bambini sarebbero andati alla ricerca del cagnolino Birillo, perso tra i monti e probabilmente preso dallo stesso montanaro. Impavidi, convinti, forti e tenaci, Filo e Rullo mentono alle rispettive famiglie e partono per quest'avventura, che li porterà a scontrarsi ferocemente con Guelfo Tabacci e il suo pericoloso cane da guardia Diablo. Aiutati da Amélie e Scacco, Filo e Rullo dovranno fare i conti con Guelfo, pronto a difendere la sua proprietà, e con una verità che spinge sempre più per venire a galla.
Vincitore del torneo IoScrittore e del premio Romics, Io non ti lascio solo è il romanzo che Gianluca Antoni, classe 1968, scrive per narrare di forza e fragilità tipiche dell'infanzia, frutto della sua lunga esperienza come psicologo e psicoterapeuta. Se in Filo si può riconoscere la componente razionale dell'essere umano, Rullo rappresenta invece un concentrato di emozioni che mettono a repentaglio il suo coraggio, inducendolo sempre più a nascondersi dalle intemperie della vita. Ma Rullo diventa anche simbolo di creatività, di immaginazione, vera essenza di bambino, capace di regalare all'amico spensieratezza e avventure, seppur con un pizzico di timore, buttando fuori dal loro personale mondo il dolore di una vita crudele. Vita che non ha risparmiato nemmeno lo stesso Guelfo, che spera di poter vivere nuovamente quella felicità che ha potuto assaggiare solo per poco e che gli è stata ingiustamente strappata via senza alcuna pietà.
Quella che sembra la narrazione della ricerca di un cagnolino diventa, grazie a una scrittura ritmata, fine e attenta ai dettagli, la dolcissima storia di uno scontro con una realtà cattiva, opponendo ad essa l'arma migliore: l'immaginazione, che non è rifiuto di assumersi le proprie responsabilità, ma anzi strumento per affrontare con lo spirito giusto ciò che la vita ha da offrire. Ed è anche la storia di un'amicizia che va al di là del tempo e dello spazio, che dona il coraggio per esistere e resistere a una verità che, una volta esplosa, lascia senza fiato, perduti. Ma è proprio a quel senso di perdizione che dobbiamo attingere, perché, in fin dei conti, non siamo mai soli. Abbiamo sempre noi stessi, con tutte le nostre sfaccettature, i nostri difetti e pregi ed è in noi che risiede la forza per affrontare a testa alta gioie e dolori.
Gianluca Antoni scrive un romanzo carico di emozioni e capace di affrontare con estrema delicatezza il fragile e innocente mondo dei bambini, suggerendo agli adulti di fermarsi talvolta, per ascoltare quella piccola voce innocente che, inconsciamente, ha in sé tutti i segreti della vita.
Un ringraziamento speciale a Salani Editore, per avermi regalato il piacere e l'onore di leggere in anteprima un romanzo destinato a entrare nel cuore di grandi e piccoli.
lunedì 4 gennaio 2021
L'Angolo di Oz - novembre/dicembre
Buon anno, amici! Finalmente il funesto 2020 è andato via, con la speranza che il nuovo sia un anno ricco di soddisfazioni e soprattutto salute. Ultimo appuntamento con L'Angolo di Oz, rubrica di ricapitolazione di cio che il vostro alpaca ha letto e visto durante l'anno.
📺 Like a boss - Amiche in affari
Classica commedia americana sul mondo del business.
Voto: 7/10
📺 Bad Moms 1,2
Commedia americana in due atti sulla difficoltà di essere una mamma.
Voto: 7/10
📺 What men want
Remake del classico' What women want' al femminile. Godibile, nonostante la lunghezza.
Voto: 7/10
📺 Holidate
Con l'arrivo del Natale, Netflix sforna una commedia carina con Emma Roberts, dove la storia copre l'intero anno e le sue festività.
Voto: 8/10
📺 Dash & Lily
Tratto dall'omonimo romanzo, questa serie parla del destino, con un Natale da favola a far da sfondo.
Voto: 10/10
📺 The Crown / Quarta stagione
Torna la famiglia reale britannica nella serie kolossal Netflix.
Voto: 10/10
📺 Qualcuno salvi il Natale 1,2
Saga cinematografica con un Babbo Natale scoppiettante. Consigliatissima!
Voto: 10/10
OTTOBRE
📺 Bridgerton
Serie in costume ambientata in una utopistica Inghilterra ottocentesca.
Voto: 9/10
📖 L'Ickabog
Favola per bambini e adulti nata durante il lockdown dalla magica penna di J. K. Rowling.
Voto: 10/10
📖 Poirot. Tutti i racconti
Cinquantadue racconti con protagonista il famoso investigatore dai baffi perfetti. Unica, immensa Agatha Christie.
Voto: 10/10
📖 Ora dimmi di te. Lettera a Matilda
Andrea Camilleri scrive alla sua nipotina. Una lettera a cuore aperto che parla di vita e storia.
Voto: 10/10
📖 Happydemia
Giacomo Papi prende la realtà e la distorce, portandoti a credere che si tratti solo di una distopia. E invece no.
Voto: 10/10
📖 Heartstopper / Volume 2
Tornano Nick e Charlie e i nostri cuoricini si scaldano.
Voto: 10/10
📖 Il fantasma del lettore passato
Racconto natalizio che prende spunto dal celebre 'Canto di Natale' di Dickens.
Voto: 10/10
📖 Di cosa parliamo quando parliamo d'amore
Nemmeno Carver sa rispondere a questa domanda. Eppure i suoi racconti trasudano amore, in tutte le sue sfaccettature.
Voto: 9/10
📖 La quattordicesima lettera
Erroneamente paragonato al meraviglioso 'Le sette morti di Evelyn Hardcastle', questo romanzo racconta della brama di un mondo perfetto, raggiungibile a ogni costo.
Voto: 8/10
📖 L'Orma
Per chi non la conoscesse, questa collana pubblica dei volumetti pronti per essere spediti. Al loro interno, le lettere di personaggi che hanno cambiato la storia, tra cui Marie Curie, Rilke e Dickinson. Estetica spettacolare per un contenuto praticamente perfetto.
Voto: 10/10
Ci siamo. Termina così quest'appuntamento. Ammetto che il 2020, nonostante mi abbia messo alla prova, ha anche permesso di perseverare. Le due rubriche portate avanti nell'anno appena trascorso sono il risultato di un lavoro che, checché se ne dica, ha richiesto comunque una certa fatica. Ma il passato è passato. Possiamo solo guardare indietro e imparare, perché un nuovo anno è cominciato e ci aspettano ancora mille avventure. Fate i bravi, amici!
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