martedì 11 febbraio 2020
L'Angolo di Oz - Gennaio
domenica 26 gennaio 2020
Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle
martedì 31 dicembre 2019
A far conti coi... libri
martedì 5 novembre 2019
Cercami, di André Aciman. Storia di un eterno amore
lunedì 27 maggio 2019
Rinascere dalle ceneri
La politica non è mai stata il mio mestiere, si sa. Troppo difficile, troppo complessa, dai meccanismi oscuri per la mia mente. Solo negli anni scorsi, grazie all'aiuto di un'amica, mi ci sono avvicinato. Ho iniziato a leggere, a studiare, a seguire i telegiornali e pian piano sono entrato nella rete dei maccanismi politici, complice anche il proseguimento degli studi, che, esuli dalla politica, mi hanno comunque permesso di analizzare la situazione attuale. Non è però merito delle due lauree in mio possesso la mia, limitatissima, capacità di capire. No, basta il buon senso, a mio avviso. E il buon senso mi dice che noi tutti, Italiani prima ed Europei poi, stiamo andando inesorabilmente verso il baratro e, da masochisti, ci stiamo consegnando nelle mani del cacciatore. Abbiamo avuto, ieri 26 maggio 2019, la possibilità di cambiare le carte in tavola, di rivoltare la situazione mondiale, di spianare la strada al miglioramento. Possibilità che è stata frantumata dall’ignoranza, dal mancato discernimento, dalla fede in parole forbite che nascondono un solo significato: distruzione. E, in pieno spirito distruttivo, stiamo portando verso il fallimento una delle più grandi creazioni politiche, l’Europa. L’Europa non è, a mio avviso, un ambiente costrittivo, di regole forzate, di austerità. L’Europa non è solo un continente meraviglioso, di pianure e colline e monti, di fiumi incantevoli e luoghi senza tempo. L’Europa è, anche e soprattutto, culla della diversità, ricchezza di lingue e popoli differenti. E noi la stiamo distruggendo. Proviamo ad immaginare l’alfabeto: esso è tale perché vocali e consonanti si combinano a delineare una successione armoniosa di lettere e suoni. Adesso proviamo ad eliminare qualche lettere, iniziando dalla g. Non potremmo più pronunciare e usare parole come gatto o gelato, patrimonio dell’umanità. E se togliessimo la o? Sparirebbero ombra e orme o ornamento. Così, dunque, eliminando un Paese dall’Unione Europea e poi un altro e un altro ancora, questo castello costruito nel tempo con tanta fatica andrebbe via via sgretolandosi, per poi lasciare un incolmabile vuoto. E lo stesso discorso può essere applicato ai suoi cittadini. Io, oggi, sono estremamente preoccupato per il futuro mio e dei miei amici e per quello dei nostri figli. Io, oggi, sono estremamente preoccupato per il futuro del nostro pianeta, che immagino come un vecchietto stanco e afflitto, incapace di portare a termine anche il più semplice dei compiti. Io, oggi, sono estremamente preoccupato per la diversità, che è sinonimo di bellezza, che è genitore dell’evoluzione. E in questo scenario tragico, c’è solo una cosa da fare: restare uniti. Hold on to each other, dice una canzone. Perché l’unione fa la forza e solo uniti potremmo sperare in un futuro migliore. Abbattiamo i muri e costruiamo ponti sulle loro rovine. Bruciamo le armi, cosicché fiori perpetui possano nascere dalle loro ceneri. E, magari, anche noi esseri umani potremmo rinascere, nuovi, freschi, degni di essere considerati tali.
giovedì 16 maggio 2019
17 maggio: giornata mondiale contro omofobia, bifobia e transfobia
sabato 19 gennaio 2019
Uno splendido monologo di Roberto Benigni
Si ricapitola, si riassume in questa parola: amarsi; peró c’è una cosa da dire: che il tempo passa, e il problema fondamentale dell’umanità da 2000 anni è rimasto lo stesso.. amarsi.
Solo che ora e diventato piú urgente, molto piú urgente, e quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l’un l’altro, sappiamo che ormai non ci rimane molto tempo.
Ci dobbiamo affrettare.
Affrettiamoci ad amare.
Noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi.
Affrettiamoci ad amare.
Perché al tramonto della vita saremo giudicati sull’amore.
Perché non esiste amore sprecato, e perché non esiste un’emozione più grande di sentire quando siamo innamorati che la nostra vita dipende totalmente da un’altra persona, che non bastiamo a noi stessi.
E perché tutte le cose, ma anche quelle inanimate, come le montagne, i mari, le strade, ma di più, di più, il cielo, il vento, di più, le stelle, di più, le città, i fiumi, le pietre, i palazzi, tutte queste cose che di per se sono vuote, indifferenti.
Improvvisamente quando le guardiamo si caricano di significato umano e ci affascinano, ci commuovono, perché?
Perché contengono un presentimento d’amore, anche le cose inanimate, perché il fasciame di tutta la creazione è amore e perché l’amore combacia con il significato di tutte le cose.
La felicità, sì, la felicità, a proposito di felicità, cercatela, tutti i giorni, continuamente, anzi chiunque mi ascolti ora si metta in cerca della felicità ora, in questo momento perché è lì, ce l’avete, ce l’abbiamo, perché l’hanno data a tutti noi.
Ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli, ce l’hanno data in regalo in dote, ed era un regalo così bello che lo abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso quando lo nascondono, e molti di noi l’hanno nascosto così bene che non sanno dove l’hanno messo, ma ce l’abbiamo.
Ce l’avete, guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima, buttate tutto all’aria, i cassetti i comodini che c’avete dentro e vedete che esce fuori, c’è la felicità, provate a voltarvi di scatto magari la pigliate di sorpresa ma è lì, dobbiamo pensarci sempre alla felicità, e anche se lei qualche volta si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei. Fino all’ultimo giorno della nostra vita, e non dobbiamo avere paura nemmeno della morte, guardate che è più rischioso nascere che morire eh.. non bisogna aver paura di morire, ma di non cominciare mai a vivere davvero, saltate dentro all’esistenza ora, qui.
Perché se non trovate niente ora non troverete niente mai più, é qui l’eternità, dobbiamo dire sì alla vita, dobbiamo dire un sì talmente pieno alla vita che sia capace di arginare tutti i no, perché alla fine di queste due serate insieme abbiamo capito che non sappiamo niente, e che non ci si capisce niente, e si capisce solo che c’è un gran mistero e che bisogna prenderlo com’è e lasciarlo stare.
Perché la cosa che fa più impressione al mondo è la vita va avanti e non si capisce come faccia, ma come fa?! ma come fa a resistere, ma come fa a durare così, è un altro mistero e nessuno l’ha mai capito perché la vita è molto più di quello che possiamo capire noi, per questo resiste, se la vita fosse solo quello che capiamo noi, sarebbe finita da tanto, tanto tempo.
E noi lo sentiamo, lo sentiamo che da un momento all’altro ci potrebbe capitare qualcosa di infinito, e allora a ognuno di noi non rimane che una cosa da fare, inchinarsi, ricordarsi di fare un inchino ogni tanto al mondo, piegarsi, inginocchiarsi davanti all’esistenza.