domenica 12 aprile 2020

Torneremo a splendere

«Corri in giardino! Sbrigati!», urla mia madre dalla cucina. Infilo le pantofole, apro la porta. Le voci dei vicini mi assalgono. Sono l'unico ad indossare ancora il pigiama, mentre c'è chi porta una camicia a righe, chi una tuta. La maggior parte di loro ha un bicchiere in mano. Acqua, tonica, vino, spritz. Hanno improvvisato un brindisi pasquale a distanza, perché diversamente non si può. «Beh, allora, auguri!», urliamo in coro. Ci si scambia qualche aneddoto sul pranzo, mentre da alcune abitazioni l'odore di cibo non fa che accrescere l'acquolina in bocca. Rientro in casa e vedo che il cellulare segnala una notifica. È una nota audio di mio cugino, sei anni di pura dolcezza. Ci manda gli auguri, terminando con un bacio. La chat degli amici di una vita conta più di cinquanta messaggi, tra foto di carne arrostita sul fuoco, immagini divertenti, il solito video scherzoso, battute e auguri sinceri. Il cellulare di mia madre squilla. Siamo tutti in videochiamata. I nonni, già a tavola, chiedono cosa stiamo cucinando. Gli zii ci mostrano la specialità del giorno. I cugini ci raccontano di aver modificato, ma di poco, la ricetta del tiramisù. Probabilmente, in un momento diverso, mi sarei opposto. Il tiramisù è quello, non si cambia. Ma oggi no. Oggi va bene così, con il sole più forte che abbia mai visto. Un sole che, caldo e accogliente, ci regala un abbraccio e ci promette che, quando tutto sarà finito, lui sarà ancora lì, ad attenderci. Forse è proprio questo il significato della Pasqua, indipendentemente dal credo religioso di ognuno di noi. In fin dei conti, come ciclicamente il sole torna alto nel cielo, anche noi, presto, molto presto, torneremo a splendere. E sarà meraviglioso. 

sabato 11 aprile 2020

Harry Potter e La Maledizione dell'Erede: l'inspiegabile insuccesso

Uno dei compiti più difficili per un Potterhead è recensire La Maledizione dell'Erede. Anzi, precisiamo una cosa: la cosa più difficile è leggerlo. Ma procediamo con calma. 

È il 2014. J. K. Rowling incontra John Tiffany e Jack Thorne. I tre si siedono a tavolino, parlano, si ascoltano. Nascono i primi tratti di una storia, che nel 2016 approda al Palace Theatre di Londra. Il successo è immediato. Il pubblico applaude il cast, le scenografie, gli effetti speciali che hanno l'arduo compito di rappresentare gli incantesimi lanciati dai protagonisti. Il pubblico applaude la storia. Qualche tempo dopo, ecco che lo script ufficiale dello spettacolo teatrale viene pubblicato. Le copie vendute sono molte (850.000 solo nella prima settimana), ma i lettori più affezionati iniziano a pubblicare recensioni negative. Causa: la trama.

Se i volumi di Harry Potter ci hanno abituati a una trama contorta, con il passato e il futuro che si intrecciano a creare un vortice di avventure spesso mortali, La Maledizione dell'Erede si basa solo sull'alterco tra Harry e il suo secondogenito, Albus Severus. Il ragazzo, infatti, non vive bene all'ombra del famoso Harry Potter, mentre il padre, in un impeto di rabbia, confessa che non vorrebbe averlo come figlio. Il resto è solo una conseguenza delle azioni di Albus, il quale stringe amicizia col figlio di Draco Malfoy, Scorpius, su cui aleggia una leggenda bizzarra: è il figlio di Voldemort. Niente di più falso, insomma. I due ragazzi, la cui amicizia a prima vista ricorda quella di Harry e Ron, decidono di intraprendere una missione: riportare in vita Cedric Diggory, ucciso da Voldemort, e quindi la felicità nella vita del padre, Amos Diggory, la cui richiesta di usare la Giratempo è stata rifiutata dallo stesso Harry, in quanto quei meravigliosi e pericolosi aggeggi sono stati completamente distrutti. Ma Albus conosce la verità: esiste ancora una Giratempo, confiscata a un certo Theodore Nott, prontamente rinchiuso in gattabuglia. Aiutati dalla nipote di Amos, Delphi, i due ragazzi rubano la Giratempo dall'ufficio di Hermione, ora Ministro della Magia, e iniziano un viaggio nel tempo che altera totalmente gli eventi. Per questo, Albus, che è un Serpeverde, si ritrova in Grifondoro. Poi, in un'altra realtà alterata, Voldemort ha vinto, Harry è stato ucciso e l'intero mondo magico vive nel terrore. Aiutato da ciò che resta dell'antico Esercito di Silente, Scorpius riesce a recuperare Albus. Ritornati alla realtà, decidono di distruggere la Giratempo, ma vengono presi in ostaggio da Delphi, la quale confessa il suo vero piano: riportare in vita Lord Voldemort. I tre viaggiano nel tempo, precisamente alla terza prova del Torneo Tremaghi, ma Delphi distrugge la Giratempo, bloccando i due ragazzi nel passato. Nel presente, invece, Harry, Ginny, Ron, Hermione e Draco vengono a sapere di una profezia che inneggia al ritorno del Signore Oscuro e della vera identità d Delphi: è la figlia segreta di Voldemort e Bellatrix Lestrange. Albus e Scorpius, intanto, scoprono di essere al 30 ottobre 1981, il giorno precedente all'assassinio di James e Lily Potter. Comprendendo che lo scopo di Delphi è uccidere di suo pugno il piccolo Harry, Albus trova un modo per comunicare all'Harry del presente la loro posizione temporale e spaziale. Utilizzando, quindi, la Giratempo dei Malfoy, i nostri piombano a Godric's Hollow, dove Ginny si rende conto che l'intento di Delphi è prevenire l'attacco ai Potter, così da rendere più duraturo il potere di Voldemort. Trasfigurando Harry con le sembianze del Signore Oscuro, i maghi riescono a bloccare la ragazza, mentre Voldemort uccide i Potter. Assistendo alla scena, Harry vede Hagrid prendere il piccolo sé stesso e dare avvio alla storia leggendaria di colui-che-è-sopravvissuto. Tornati al presente, Delphi viene arrestata, mentre il rapporto tra Albus e Harry pare prendere la giusta direzione. La storia si chiude con padre e figlio che fanno visita alla tomba di Cedric, dove Harry si reca per scusarsi della sua morte.

È facile capire che la trama è tutto un fuggi-fuggi di spazio e tempo, di alterazioni degli eventi, di liti tra figli adolescenziali e padri che non sanno chi prendere come riferimento. A prima vista, quindi, sembra anche interessante la storia. Ma non funziona, e i motivi sono tanti. 

> Adattare una storia complessa come quella dell'universo di Harry Potter a opera teatrale è un'opera ardua. Chi ha avuto la fortuna di assistere allo spettacolo, confessa di essersi emozionato e aver apprezzato profondamente la rappresentazione. Ci sta. D'altronde, i video ufficiali che nel corso degli ultimi quattro anni sono stati pubblicati mostrano uno spettacolo innovativo, ricco di suspense ed effetti speciali. Chi, come il sottoscritto, si è accontentato del testo, non ha avuto la possibilità di apprezzare i personaggi, di delineare il loro spessore psicologico. Nonostante l'innegabile bravura degli autori, infatti, questo testo non è in grado di farceli conoscere e riscoprire. Probabilmente siamo troppo abituati alla magistrale capacità della Rowling di creare la psiche anche del più piccolo personaggio dei suoi romanzi. E probabilmente il testo teatrale, privo delle più minuziose cure, è intriso di una grandissima banalità da far apparire banali persino i personaggi. Certo, Hermione resta sempre la stessa, così come Minerva McGranitt, mentre, e questo è uno dei pochi punti a favore, Harry viene presentato sì come colui che ha eliminato la più grande minaccia al mondo magico, ma anche come quell'uomo semplice che non ha figure cui ispirarsi e che non sa come si debba comportare un padre.

> Il punto più critico in assoluto è la trama. Ebbene, questa non è banale, anzi. Se vogliamo, è anche interessante. Il problema è insito in tutti gli errori della stessa. Insomma, Voldemort e Bellatrix Lestrange hanno avuto una figlia prima della battaglia di Hogwarts? È da un po' che mi chiedo come sia possibile partorire un'idea del genere. Gli autori hanno, forse, fatto una maratona di Beautiful per cercare l'ispirazione? Essendo obbligatorio il paragone con la saga della Rowling, ogni minimo elemento della storia ha un senso estremamente importante. Scrivere una trama del genere, piena com'è di punti privi di senso, non fa altro che rendere la storia stessa una semplice fan fiction redatta da chi non ha un briciolo di conoscenza della meravigliosa ed eterna storia di Harry Potter.

> Tra tutti i nuovi personaggi, quello che spicca sin da subito è Delphi. Non perché abbia qualcosa di interessante, ma perché è surreale, mal delineato, inutile, assurdo. Colei che riveste il ruolo di villain della storia appare come una bambocciona priva dei classici tratti del cattivo. Un pagliaccio, diciamo così. Persino Grindelwald, che stiamo imparando a conoscere coi film de Gli Animali Fantastici e che fondamentalmente non ha mai rivestito un ruolo cruciale nei romanzi di Harry Potter, ha una psiche, ha fascino, ha un leitmotiv che spinge le sue azioni. Per non parlare, poi, di alcune sfumature dei personaggi amati dai lettori. In primis, Silente. Personalmente, pur amando il Silente più debole che viene spesso messo in risalto nei romanzi, la scena dello spettacolo in cui il suo ritratto in lacrime parla con Harry mi è sembrata grottesca. Albus Silente è uno dei personaggi più affascinanti della letteratura fantasy, tant'è che ancora oggi si cerca di capirne il più possibile. Eppure, quella scena non lo rende più umano, non aggiunge nulla al grande mago che abbiamo imparato a conoscere e amare. Anzi, semmai toglie. Lo sminuisce, ridicolizzando il suo stesso ricordo.

> Perché Rose, figlia di Ron e Hermione, non ha alcun ruolo all'interno della storia, se non quello di apparire come una ragazzina spocchioso che fa la dura di fronte a Scorpius? È chiaro l'intento degli autori: ricreare il trio perfetto, accomunando tre famiglie di derivazione sociale diversa, con storie completamente diverse. Eppure Rose viene introdotta e abbandonata, non ha alcuna utilità ai fini della narrazione. Tuttavia, bisogna ammettere che questo episodio non è l'inizio di una nuova saga, ma è una storia fine a sé stessa, senza futuro, ragion per cui vengono a mancare tanto la possibilità quanto la necessità di dare spazio a personaggi che esulano dalla trama principale.

Infine, riferendomi alla versione italiana dello script, ho notato che i nomi utilizzati dal traduttore sono quelli della seconda versione. Come molti sanno, la prima versione di Harry Potter ha una traduzione diversa rispetto alla seconda, tanto da far diventare introvabili o addirittura tremendamente costosi i volumi stessi. L'uscita degli ultimi episodi ha reso necessario un cambiamento quasi totale, in quanto i nomi originali inglesi ricalcano le caratteristiche degli stessi personaggi, caratteristiche che nascono a loro volta dal ruolo che essi ricoprono all'interno della storia. Questo riadattamento si ripercuote anche sulla versione italiana de La Maledizione dell'Erede: ecco quindi che ritroviamo Minerva McGonagall e Neville Longbottom, in luogo di Minerva McGranitt e Neville Paciock. Ciò che, però, risulta totalmente inaccettabile, sia per la nuova traduzione dei romanzi che per la versione italiana dello script, è Tassofrasso. Ok, il rosso di Tassorosso non è presente nello stemma della Casa, ma Tassofrasso ha un suono orribile. Così come orribile è il trattamento di Corvonero, che tra l'altro non presenta il nero nello stemma, ma bronzo e blu! Sarebbe interessante fare due chiacchiere coi traduttori e cercare di comprendere la loro posizione. 

In conclusione, i più troveranno interessante La Maledizione dell'Erede, ma per molti - e siamo in tanti - non sarà così. La dicitura che l'edizione italiana reca sul retro, "L'ottava storia. Diciannove anni dopo", è una boiata pazzesca, col sospetto - e lo dico a malincuore - che la sua creazione sia stata partorita da un unico desiderio: speculare su una saga immortale, eterna, che ci ha insegnato l'amicizia, la lealtà, l'onore e il coraggio, e che ha portato la magia nelle nostre vite e nei nostri cuori. 


La primavera torna sempre

Conoscevo Lorenzo Marone per la sua fama, i suoi titoli ad effetto, le pubblicità. Ma non avevo mai letto niente di suo, fino ad oggi. Lorenzo ci regala un racconto inedito, con protagonista Luce, personaggio principale del suo 'Magari domani resto'. Ci regala un racconto intriso di speranza, di filosofia popolare, che a volte è la più acuta di tutte, perché basata sulla vita reale, sulla vita di tutti i giorni, quella che oggi è costretta nelle mura delle nostre abitazioni, dove un orologio appeso alle pareti scandisce un tempo che fatica a passare. Ma, proprio come dice il suo vicino di casa, il buon vecchio saggio don Vittorio, questo lento susseguirsi di minuti e ore può, in fin dei conti, servire a riscoprire un valore che da tempo si è perso. “Sono convinto che tutto questo che sta accadendo sia un modo per mostrarci la strada da prendere domani: la gentilezza”. Chissà, magari dopo questa tempesta ci sarà un sole bellissimo. D'altronde, "la primavera torna sempre". 

venerdì 10 aprile 2020

Il fascino di John Doe

2002-2012: è il decennio che ha visto la pubblicazione di John Doe, serie a fumetti ideata da Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli ed edita dall'Eura Editoriale. Oggi è la Bao Publishing a pubblicare gli albi, accrescendo la sua collezione di un pezzo estremamente importante. Leggendo il primo numero, infatti, si percepisce tutta la bellezza di John Doe, che, nel gergo legale, è il nome di un cadavere o di un imputato sconosciuti. Con la storia di Recchioni e Bartoli, però, John Doe diventa un essere fisicamente presente, affascinante, abile, amatore. Un uomo che lavora per la Trapassati Inc., società che ha lo scopo di controllare il decesso di ogni essere umano e che vede al suo vertice proprio lei, Morte, accompagnata dai fedeli collaboratori Guerra, Pestilenza e Fame, con cui costituisce l'esercito dei Cavaleri dell'Apocalisse. A completare il quadro troviamo Simmons, contabile dell'azienda; Tempo, essenza stessa della linea temporale e spaziale; Chase, che si occupa degli incidenti automobilistici; donne dall'aspetto casalingo, responsabili degli incidenti domestici. Infine, le Alte Sfere, cui Morte e i suoi devono dare conto, e Fato. Entità sovrannaturali, extraterrestri, che gli autori hanno ben deciso di rappresentare come esseri umani a tutti gli effetti, forse per rimarcare la vicinanza dell'uomo a concetti come morte, fato e sofferenza. Ma tra tutti, la storia si concentra proprio su John, braccio destro di Morte e dirigente d'azienda, che, scoperto un giro losco dei quattro, decide di rubare la Falce dell'Olocausto e fuggire. I Cavalieri partono allora al suo inseguimento, in un viaggio rocambolesco tra passato e presente, congetture e schemi militari.
John Doe non è solo una storia fantastica. È innanzitutto un'opera pop, per via dei numerosi riferimenti allo spettacolo: giusto per fare qualche esempio, in un episodio vediamo Marylin Monroe e Naomi Campbell, mentre lo stesso John ha le fattezze di Tom Cruise e Pestilenza quelle del padre di Happy Days. È un'opera pop per via anche del protagonista principale: John non è il classico belloccio sciupafemmine che agita il pugnale o spara un colpo e via. John è innanzitutto umano: pur lavorando per entità al di fuori della comprensione umana, egli ne conserva tutte le caratteristiche. Lavora, lotta, ma soprattutto ama. Ha tante amanti, John Doe, ma il suo cuore appartiene solo alla bellissima Tempo, con cui il rapporto, però, si deteriora, a tal punto da compromettere la corretta successione spaziale e temporale degli eventi. E proprio questa sua umanità, riconducibile alla mortalità di ognuno di noi, riuscirà a salvarlo, permettendogli di trovare i punti deboli dei suoi nemici e distruggerli, seppur non definitivamente. Viene da pensare che probabilmente la storia di John sia solo un pretesto, da parte degli autori, di analizzare, seppur in parte, l'essenza dell'essere umano. Ed è proprio questo che lo rende straordinariamente peculiare.

mercoledì 25 marzo 2020

Il mio caro amico Dante

Ho un ricordo piuttosto offuscato delle mie lezioni sulla Divina Commedia. Colpa, probabilmente, di una docente che non riusciva a catturare la nostra attenzione e di studenti troppo rumorosi. Ricordo che l'analisi di quei pochi canti non mi entusiasmava, tanto da definire Dante come ben lontano dalle mie inclinazioni. Oggi, 25 marzo 2020, si festeggia il primo Dantedì. Ed è un giorno piuttosto particolare, per il nostro Paese. Da un lato abbiamo un'emergenza sanitaria che sembra avere l'intenzione di farci collassare, dall'altro il compleanno di una grandissima artista, Anna Maria Mazzini, in arte Mina. E, anche se la pandemia degli ultimi giorni impazza su giornali e schermi televisivi, la cultura non viene mai messa da parte. Ecco, allora, la celebrazione di Dante, il Sommo Poeta, colui che con la sua più grande opera ha gettato le basi per la costruzione della nostra meravigliosa lingua. Non a caso l'incipit della Commedia risuona nella mente di ogni italiano. «Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita». Quanta poesia in appena tre versi! Eppure, l'Oz liceale non provava molta simpatia per questa lunga, estenuante opera. A distanza di anni, fortunatamente, ho potuto riprenderla il mano per puro diletto. Vedete, io non ho mai capito perché un testo, di qualsiasi genere, venga considerato capolavoro. È forse nell'intento del suo autore? È forse una definizione dovuta ai più grandi critici letterari? Chi è e cos'è che definisce il termine capolavoro? Domande più che legittime, credo. Ma non legittime nel caso della Divina Commedia o di tutte le opere dantesche. Sì, perché in Dante risiede la fonte della nostra lingua, della nostra conoscenza, fonte che a sua volta è cresciuta tra le braccia della cultura classica. Certo, la lingua ora è cambiata, ha subìto un processo di mutazione in perfetta linea con lo scorrere inesorabile del tempo, ma Dante è sempre lì, ad accompagnarci mano nella mano, a ricordarci chi siamo e da dove veniamo. Eterni i suoi versi. Ricordo l'impressione che i famosi canti politici ebbero sui miei anni adolescenziali. E quei versi, tratti dal quinto canto del Purgatorio, su una certa Pia, identificata da molti studiosi con la Pia de' Tolomei della tradizione culturale senese: «Deh, quando tu sarai tornato al mondo e riposato de la lunga via", seguitò 'l terzo spirito al secondo, "ricorditi di me, che son la Pia; Siena mi fé, disfecemi Maremma: salsi colui che 'nnanellata pria disposando m'avea con la sua gemma». Parole cariche di sofferenza, di dolore. Poche, sì, ma riassuntive di una vita formata e distrutta. Ecco, a distanza di anni, dall'alto della mia completa ignoranza, sento di riconoscere a Dante l'uso perfetto delle parole, dettato, senz'ombra di dubbio, dal rigido schema degli endecasillabi delle terzine. E di esempi ce ne sono tanti. «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza», recita la mia mente con la voce della professoressa di greco, che non perdeva mai l'occasione per ricordarci di seguire sempre la rettitudine morale e fisica. «E caddi come corpo morto cade», utilizzato, spesso, dai giovani in modo simpatico per simulare l'abbandono di una conversazione che non volge a loro favore. Insomma, Dante è con noi. È il nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro. È la radice indistruttibile dell'eterna armonia della lingua italiana, fiore all'occhiello del meraviglioso popolo che siamo.

mercoledì 11 marzo 2020

Consigli di lettura

Colgo la palla al balzo e faccio quello che molti ragazzi stanno facendo in queste ore: consigliare libri. I divoratori seriali, che io tanto ammiro e nella cui figura mi riconosco, si son messi al servizio degli utenti e hanno iniziato a consigliare libri, per superare questi giorni di reclusione in casa, azione necessaria per affrontare e superare l'emergenza sanitaria del nostro Paese. Partiamo però da un presupposto: mi piace quel libro che hai consigliato, ma come faccio se non ho la versione cartacea in casa? Semplice: ebook. Mai come ora la versione digitale di un libro può risultare utile e vari sono i servizi che permettono di acquistarla a pochi euro. Insomma, è tutto dalla nostra parte. Ora, bando alle ciance, ecco una lista di libri che vi consiglio, divisi per categoria. 


GRAPHIC NOVEL / FUMETTI

Il trono di spade
Graphic novel ispirata al primo volume della grande saga di George R. R. Martin. Disegni mozzafiato e storyline perfetta. 

Mercedes
Opera ultima di Daniel Cuello, con protagonista una donna potente, ma debole al tempo stesso. 

Inni alle stelle
Giopota ci racconta del viaggio di un ragazzo, alla ricerca della vera essenza umana. 

Le semplici cose
De Giovanni e Accardi raccontano la commovente storia di una coppia alle prese con difficoltà che segneranno le loro vite. 

Umbrella Academy
Cosa succede quando sette bambini nascono lo stesso giorno, alla stessa ora, e vengono cresciuti come supereroi?

Jenus
Dio decide di mandare nuovamente Gesù sulla Terra, ma l'atterraggio non va come previsto e chi arriva è solo un uomo con la memoria rovinata e la lingua un po' troppo tagliente.


CLASSICI GRECI E LATINI

Iliade, Odissea
I grandi poemi omerici che raccontano della caduta di Troia e del viaggio di Ulisse. 

Tragedie greche
Eschilo, Sofocle ed Euripide mostrano la natura umana, analizzandone tutti i dettagli. 

Le Metamorfosi
In uno dei primi romanzi al mondo, Apuleio narra una storia rendendo la magia elemento centrale. 

Lirici greci
Una raccolta, edita da Einaudi, dei più grandi lirici greci, tra cui l'amatissima Saffo. 


ROMANZI FANTASY

Harry Potter
È il momento giusto per una totale immersione nel magico mondo di J. K. Rowling. 

Il signore degli anelli
Una delle più grande saghe di sempre, tra elfi, hobbit e signori malvagi. 

Saga dei Gardella
Una Buffy cacciatrice di vampiri nel diciannovesimo secolo. Cinque libri pieni di azione ed eros. 

La storia infinita
Una storia, appunto, di una bellezza senza tempo. 

Miss Peregrine
Sulla Terra esistono due categorie di persone: i Normali, gente comune, e gli Speciali, dotati di poteri sovrannaturali, che dovranno lottare contro gli Spettri, anch'essi Speciali che hanno perso però la retta via.


ROMANZI GIALLI

Poirot/Miss Marple
I due investigatori più famosi al mondo, protagonisti di romanzi e racconti nati dalla maestria di Agatha Christie. 

Cormoran Strike
Investigatore privato di Londra, alle prese con complessi e misteriosi casi, creati sempre dalla Rowling con lo pseudonimo Robert Galbraith. 

Le sette morti di Evelyn Hardcastle
Otto incarnazioni, lo stesso giorno rivissuto in loop, per risolvere un rompicapo. 


ROMANZI GOTICI

Dracula 
Chi non conosce il vampiro più famoso del mondo si è perso un romanzo di grande bellezza. 

L'incubo di Hill House
Il giusto mix di terrore, mistero e atmosfera gotica, all'interno di una casa dotata di vita propria. 

Frankestein
Un dottore alle prese con un esperimento contro natura. 

Racconti del mistero
Edgar Allan Poe ci lascia in eredità racconti da brividi. 


ROMANZI

Camere separate
Colonna portante della letteratura LGBT, Tondelli ci porta in un viaggio nella vita per la vita. 

Chiamami col tuo nome
Di un amore che non conosce limiti di spazio e tempo. 

Il grande Gatsby 
Quando il ricordo di un amore passato porta solo una dolce illusione. 

Il censimento dei radical chic
Cosa succede se gli intellettuali vennisero messi al bando? 

A volte ritorno
Sì, Gesù è tornato e dice solo una cosa: fate i bravi. Ma a modo suo. 

Il profumo
Storia di un ragazzo dotato di un olfatto sopraffino e desideroso di rendere immortali i profumi della sua esistenza. 

1984
Uno scenario apocalittico, in cui ogni singola azione è controllata. 


SAGGI

Storia della bellezza/Storia della bruttezza
Umberto Eco ci accompagna alla scoperta di grandi capolavori artistici per trovare insieme il concetto di bello e brutto. 

Sillabario di genetica per principianti
Un viaggio nel meraviglioso mondo della genetica, raccontato con estrema semplicità. 

Storia della filosofia
Luciano De Crescenzo espone, con chiarezza, la complessità della filosofia, senza tralasciare chi fa filosofia con la vita di tutti i giorni. 

Genesi
Guido Tonelli e "il grande racconto delle origini". 


ROMANZI YOUNG ADULT

Tuo, Simon
La delicata storia di un adolescente alle prese con un grande segreto e un amore anonimo. 

Noi siamo infinito
Il trauma di un ragazzo che segna la sua intera esistenza. 

Può succedere anche a noi? 
E se due ragazzi si innamorano, ma l'universo decide di creare un po' di scompiglio? 

Red, white & royal blue
Che succede se il figlio del presidente degli Stati Uniti si innamora del principe del Galles? 

Ecco, questi sono solo alcuni dei libri che io, nel mio piccolo, sento di consigliare. Ovviamente ho tralasciato molti testi che andrebbero letti sempre e comunque, come Notre Dame de Paris, I Promessi Sposi, Anna Karenina, Guerra e Pace... Insomma, ora davvero non abbiamo scuse per scoprire, o riscoprire, il piacere della lettura. 


martedì 10 marzo 2020

Io resto a casa perché...

In questa situazione di emergenza, ormai estesa a tutta l'Italia, è necessario restare in casa. Senza entrare nei dettagli, uscire il meno possibile e limitare le  nostre attività fuori casa sono le uniche soluzioni per contenere il contagio da Coronavirus, che si sta espandendo sempre più e arriverà a colpire ancora più pazienti. Per questo le nostre abitazioni devono diventare un rifugio vero e  proprio. Tuttavia è chiaramente comprensibile che due, tre settimane di reclusione possano risultare opprimenti, abituati come siamo alla vita mondana. Ma è anche vero che in casa si può fare tanto. Ecco, quindi, una lista di attività che possono tenerci al sicuro.

- praticare giardinaggio: perfetto per abbellire il nostro giardino e rendere la nostra vita migliore, dati i poteri terapeutici di piante e fiori
- leggere un libro: è il momento giusto per prendere in mano quel romanzo e  leggerlo tutto d'un fiato
- guardare un film: basta prendere la lista di film candidati agli Oscar e servirsi di uno dei tanti servizi streaming legali per trascorrere due ore in compagnia dei nostri attori preferiti, tra divertimento, lacrime e, perché no?, qualche canzone
- guardare serie tv: maratona de Il trono di spade vieni a me!
- giochi di società: siete una famiglia di quattro persone? Sfidatevi a Monopoli!
- informazione: forza, apriamo Rai Play e godiamoci i meravigliosi servizi di Piero e Alberto Angela!

Forza, Italia. Andrà tutto bene.