sabato 11 aprile 2020

La primavera torna sempre

Conoscevo Lorenzo Marone per la sua fama, i suoi titoli ad effetto, le pubblicità. Ma non avevo mai letto niente di suo, fino ad oggi. Lorenzo ci regala un racconto inedito, con protagonista Luce, personaggio principale del suo 'Magari domani resto'. Ci regala un racconto intriso di speranza, di filosofia popolare, che a volte è la più acuta di tutte, perché basata sulla vita reale, sulla vita di tutti i giorni, quella che oggi è costretta nelle mura delle nostre abitazioni, dove un orologio appeso alle pareti scandisce un tempo che fatica a passare. Ma, proprio come dice il suo vicino di casa, il buon vecchio saggio don Vittorio, questo lento susseguirsi di minuti e ore può, in fin dei conti, servire a riscoprire un valore che da tempo si è perso. “Sono convinto che tutto questo che sta accadendo sia un modo per mostrarci la strada da prendere domani: la gentilezza”. Chissà, magari dopo questa tempesta ci sarà un sole bellissimo. D'altronde, "la primavera torna sempre". 

venerdì 10 aprile 2020

Il fascino di John Doe

2002-2012: è il decennio che ha visto la pubblicazione di John Doe, serie a fumetti ideata da Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli ed edita dall'Eura Editoriale. Oggi è la Bao Publishing a pubblicare gli albi, accrescendo la sua collezione di un pezzo estremamente importante. Leggendo il primo numero, infatti, si percepisce tutta la bellezza di John Doe, che, nel gergo legale, è il nome di un cadavere o di un imputato sconosciuti. Con la storia di Recchioni e Bartoli, però, John Doe diventa un essere fisicamente presente, affascinante, abile, amatore. Un uomo che lavora per la Trapassati Inc., società che ha lo scopo di controllare il decesso di ogni essere umano e che vede al suo vertice proprio lei, Morte, accompagnata dai fedeli collaboratori Guerra, Pestilenza e Fame, con cui costituisce l'esercito dei Cavaleri dell'Apocalisse. A completare il quadro troviamo Simmons, contabile dell'azienda; Tempo, essenza stessa della linea temporale e spaziale; Chase, che si occupa degli incidenti automobilistici; donne dall'aspetto casalingo, responsabili degli incidenti domestici. Infine, le Alte Sfere, cui Morte e i suoi devono dare conto, e Fato. Entità sovrannaturali, extraterrestri, che gli autori hanno ben deciso di rappresentare come esseri umani a tutti gli effetti, forse per rimarcare la vicinanza dell'uomo a concetti come morte, fato e sofferenza. Ma tra tutti, la storia si concentra proprio su John, braccio destro di Morte e dirigente d'azienda, che, scoperto un giro losco dei quattro, decide di rubare la Falce dell'Olocausto e fuggire. I Cavalieri partono allora al suo inseguimento, in un viaggio rocambolesco tra passato e presente, congetture e schemi militari.
John Doe non è solo una storia fantastica. È innanzitutto un'opera pop, per via dei numerosi riferimenti allo spettacolo: giusto per fare qualche esempio, in un episodio vediamo Marylin Monroe e Naomi Campbell, mentre lo stesso John ha le fattezze di Tom Cruise e Pestilenza quelle del padre di Happy Days. È un'opera pop per via anche del protagonista principale: John non è il classico belloccio sciupafemmine che agita il pugnale o spara un colpo e via. John è innanzitutto umano: pur lavorando per entità al di fuori della comprensione umana, egli ne conserva tutte le caratteristiche. Lavora, lotta, ma soprattutto ama. Ha tante amanti, John Doe, ma il suo cuore appartiene solo alla bellissima Tempo, con cui il rapporto, però, si deteriora, a tal punto da compromettere la corretta successione spaziale e temporale degli eventi. E proprio questa sua umanità, riconducibile alla mortalità di ognuno di noi, riuscirà a salvarlo, permettendogli di trovare i punti deboli dei suoi nemici e distruggerli, seppur non definitivamente. Viene da pensare che probabilmente la storia di John sia solo un pretesto, da parte degli autori, di analizzare, seppur in parte, l'essenza dell'essere umano. Ed è proprio questo che lo rende straordinariamente peculiare.

mercoledì 25 marzo 2020

Il mio caro amico Dante

Ho un ricordo piuttosto offuscato delle mie lezioni sulla Divina Commedia. Colpa, probabilmente, di una docente che non riusciva a catturare la nostra attenzione e di studenti troppo rumorosi. Ricordo che l'analisi di quei pochi canti non mi entusiasmava, tanto da definire Dante come ben lontano dalle mie inclinazioni. Oggi, 25 marzo 2020, si festeggia il primo Dantedì. Ed è un giorno piuttosto particolare, per il nostro Paese. Da un lato abbiamo un'emergenza sanitaria che sembra avere l'intenzione di farci collassare, dall'altro il compleanno di una grandissima artista, Anna Maria Mazzini, in arte Mina. E, anche se la pandemia degli ultimi giorni impazza su giornali e schermi televisivi, la cultura non viene mai messa da parte. Ecco, allora, la celebrazione di Dante, il Sommo Poeta, colui che con la sua più grande opera ha gettato le basi per la costruzione della nostra meravigliosa lingua. Non a caso l'incipit della Commedia risuona nella mente di ogni italiano. «Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita». Quanta poesia in appena tre versi! Eppure, l'Oz liceale non provava molta simpatia per questa lunga, estenuante opera. A distanza di anni, fortunatamente, ho potuto riprenderla il mano per puro diletto. Vedete, io non ho mai capito perché un testo, di qualsiasi genere, venga considerato capolavoro. È forse nell'intento del suo autore? È forse una definizione dovuta ai più grandi critici letterari? Chi è e cos'è che definisce il termine capolavoro? Domande più che legittime, credo. Ma non legittime nel caso della Divina Commedia o di tutte le opere dantesche. Sì, perché in Dante risiede la fonte della nostra lingua, della nostra conoscenza, fonte che a sua volta è cresciuta tra le braccia della cultura classica. Certo, la lingua ora è cambiata, ha subìto un processo di mutazione in perfetta linea con lo scorrere inesorabile del tempo, ma Dante è sempre lì, ad accompagnarci mano nella mano, a ricordarci chi siamo e da dove veniamo. Eterni i suoi versi. Ricordo l'impressione che i famosi canti politici ebbero sui miei anni adolescenziali. E quei versi, tratti dal quinto canto del Purgatorio, su una certa Pia, identificata da molti studiosi con la Pia de' Tolomei della tradizione culturale senese: «Deh, quando tu sarai tornato al mondo e riposato de la lunga via", seguitò 'l terzo spirito al secondo, "ricorditi di me, che son la Pia; Siena mi fé, disfecemi Maremma: salsi colui che 'nnanellata pria disposando m'avea con la sua gemma». Parole cariche di sofferenza, di dolore. Poche, sì, ma riassuntive di una vita formata e distrutta. Ecco, a distanza di anni, dall'alto della mia completa ignoranza, sento di riconoscere a Dante l'uso perfetto delle parole, dettato, senz'ombra di dubbio, dal rigido schema degli endecasillabi delle terzine. E di esempi ce ne sono tanti. «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza», recita la mia mente con la voce della professoressa di greco, che non perdeva mai l'occasione per ricordarci di seguire sempre la rettitudine morale e fisica. «E caddi come corpo morto cade», utilizzato, spesso, dai giovani in modo simpatico per simulare l'abbandono di una conversazione che non volge a loro favore. Insomma, Dante è con noi. È il nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro. È la radice indistruttibile dell'eterna armonia della lingua italiana, fiore all'occhiello del meraviglioso popolo che siamo.

mercoledì 11 marzo 2020

Consigli di lettura

Colgo la palla al balzo e faccio quello che molti ragazzi stanno facendo in queste ore: consigliare libri. I divoratori seriali, che io tanto ammiro e nella cui figura mi riconosco, si son messi al servizio degli utenti e hanno iniziato a consigliare libri, per superare questi giorni di reclusione in casa, azione necessaria per affrontare e superare l'emergenza sanitaria del nostro Paese. Partiamo però da un presupposto: mi piace quel libro che hai consigliato, ma come faccio se non ho la versione cartacea in casa? Semplice: ebook. Mai come ora la versione digitale di un libro può risultare utile e vari sono i servizi che permettono di acquistarla a pochi euro. Insomma, è tutto dalla nostra parte. Ora, bando alle ciance, ecco una lista di libri che vi consiglio, divisi per categoria. 


GRAPHIC NOVEL / FUMETTI

Il trono di spade
Graphic novel ispirata al primo volume della grande saga di George R. R. Martin. Disegni mozzafiato e storyline perfetta. 

Mercedes
Opera ultima di Daniel Cuello, con protagonista una donna potente, ma debole al tempo stesso. 

Inni alle stelle
Giopota ci racconta del viaggio di un ragazzo, alla ricerca della vera essenza umana. 

Le semplici cose
De Giovanni e Accardi raccontano la commovente storia di una coppia alle prese con difficoltà che segneranno le loro vite. 

Umbrella Academy
Cosa succede quando sette bambini nascono lo stesso giorno, alla stessa ora, e vengono cresciuti come supereroi?

Jenus
Dio decide di mandare nuovamente Gesù sulla Terra, ma l'atterraggio non va come previsto e chi arriva è solo un uomo con la memoria rovinata e la lingua un po' troppo tagliente.


CLASSICI GRECI E LATINI

Iliade, Odissea
I grandi poemi omerici che raccontano della caduta di Troia e del viaggio di Ulisse. 

Tragedie greche
Eschilo, Sofocle ed Euripide mostrano la natura umana, analizzandone tutti i dettagli. 

Le Metamorfosi
In uno dei primi romanzi al mondo, Apuleio narra una storia rendendo la magia elemento centrale. 

Lirici greci
Una raccolta, edita da Einaudi, dei più grandi lirici greci, tra cui l'amatissima Saffo. 


ROMANZI FANTASY

Harry Potter
È il momento giusto per una totale immersione nel magico mondo di J. K. Rowling. 

Il signore degli anelli
Una delle più grande saghe di sempre, tra elfi, hobbit e signori malvagi. 

Saga dei Gardella
Una Buffy cacciatrice di vampiri nel diciannovesimo secolo. Cinque libri pieni di azione ed eros. 

La storia infinita
Una storia, appunto, di una bellezza senza tempo. 

Miss Peregrine
Sulla Terra esistono due categorie di persone: i Normali, gente comune, e gli Speciali, dotati di poteri sovrannaturali, che dovranno lottare contro gli Spettri, anch'essi Speciali che hanno perso però la retta via.


ROMANZI GIALLI

Poirot/Miss Marple
I due investigatori più famosi al mondo, protagonisti di romanzi e racconti nati dalla maestria di Agatha Christie. 

Cormoran Strike
Investigatore privato di Londra, alle prese con complessi e misteriosi casi, creati sempre dalla Rowling con lo pseudonimo Robert Galbraith. 

Le sette morti di Evelyn Hardcastle
Otto incarnazioni, lo stesso giorno rivissuto in loop, per risolvere un rompicapo. 


ROMANZI GOTICI

Dracula 
Chi non conosce il vampiro più famoso del mondo si è perso un romanzo di grande bellezza. 

L'incubo di Hill House
Il giusto mix di terrore, mistero e atmosfera gotica, all'interno di una casa dotata di vita propria. 

Frankestein
Un dottore alle prese con un esperimento contro natura. 

Racconti del mistero
Edgar Allan Poe ci lascia in eredità racconti da brividi. 


ROMANZI

Camere separate
Colonna portante della letteratura LGBT, Tondelli ci porta in un viaggio nella vita per la vita. 

Chiamami col tuo nome
Di un amore che non conosce limiti di spazio e tempo. 

Il grande Gatsby 
Quando il ricordo di un amore passato porta solo una dolce illusione. 

Il censimento dei radical chic
Cosa succede se gli intellettuali vennisero messi al bando? 

A volte ritorno
Sì, Gesù è tornato e dice solo una cosa: fate i bravi. Ma a modo suo. 

Il profumo
Storia di un ragazzo dotato di un olfatto sopraffino e desideroso di rendere immortali i profumi della sua esistenza. 

1984
Uno scenario apocalittico, in cui ogni singola azione è controllata. 


SAGGI

Storia della bellezza/Storia della bruttezza
Umberto Eco ci accompagna alla scoperta di grandi capolavori artistici per trovare insieme il concetto di bello e brutto. 

Sillabario di genetica per principianti
Un viaggio nel meraviglioso mondo della genetica, raccontato con estrema semplicità. 

Storia della filosofia
Luciano De Crescenzo espone, con chiarezza, la complessità della filosofia, senza tralasciare chi fa filosofia con la vita di tutti i giorni. 

Genesi
Guido Tonelli e "il grande racconto delle origini". 


ROMANZI YOUNG ADULT

Tuo, Simon
La delicata storia di un adolescente alle prese con un grande segreto e un amore anonimo. 

Noi siamo infinito
Il trauma di un ragazzo che segna la sua intera esistenza. 

Può succedere anche a noi? 
E se due ragazzi si innamorano, ma l'universo decide di creare un po' di scompiglio? 

Red, white & royal blue
Che succede se il figlio del presidente degli Stati Uniti si innamora del principe del Galles? 

Ecco, questi sono solo alcuni dei libri che io, nel mio piccolo, sento di consigliare. Ovviamente ho tralasciato molti testi che andrebbero letti sempre e comunque, come Notre Dame de Paris, I Promessi Sposi, Anna Karenina, Guerra e Pace... Insomma, ora davvero non abbiamo scuse per scoprire, o riscoprire, il piacere della lettura. 


martedì 10 marzo 2020

Io resto a casa perché...

In questa situazione di emergenza, ormai estesa a tutta l'Italia, è necessario restare in casa. Senza entrare nei dettagli, uscire il meno possibile e limitare le  nostre attività fuori casa sono le uniche soluzioni per contenere il contagio da Coronavirus, che si sta espandendo sempre più e arriverà a colpire ancora più pazienti. Per questo le nostre abitazioni devono diventare un rifugio vero e  proprio. Tuttavia è chiaramente comprensibile che due, tre settimane di reclusione possano risultare opprimenti, abituati come siamo alla vita mondana. Ma è anche vero che in casa si può fare tanto. Ecco, quindi, una lista di attività che possono tenerci al sicuro.

- praticare giardinaggio: perfetto per abbellire il nostro giardino e rendere la nostra vita migliore, dati i poteri terapeutici di piante e fiori
- leggere un libro: è il momento giusto per prendere in mano quel romanzo e  leggerlo tutto d'un fiato
- guardare un film: basta prendere la lista di film candidati agli Oscar e servirsi di uno dei tanti servizi streaming legali per trascorrere due ore in compagnia dei nostri attori preferiti, tra divertimento, lacrime e, perché no?, qualche canzone
- guardare serie tv: maratona de Il trono di spade vieni a me!
- giochi di società: siete una famiglia di quattro persone? Sfidatevi a Monopoli!
- informazione: forza, apriamo Rai Play e godiamoci i meravigliosi servizi di Piero e Alberto Angela!

Forza, Italia. Andrà tutto bene. 

martedì 11 febbraio 2020

L'Angolo di Oz - Gennaio

Con l'inizio dell'anno nuovo, mi son promesso di essere più presente sul blog. Certo, si tratta di un proposito che deve combaciare perfettamente coi vari impegni. E questo non sempre è attuabile. Tuttavia, ci provo. Ci proverò. Un buon modo per iniziare è quello di dar vita all'Angolo di Oz, una sorta di recap di ciò che ho visto e letto nel mese appena trascorso. Peccato che io sia già in ritardo di dodici giorni, ma va beh, meglio tardi che mai.

Ecco, quindi, l'Angolo di gennaio.

📺 Dracula / Prima stagione
Inizio meraviglioso, con la giusta rappresentazione della dimensione gotica tipica dei romanzi ottocenteschi. Cast fenomale, personaggi ben caratterizzati. Il tutto, però, rovinato da un finale surreale. Si confida nella seconda stagione, se ci sarà. 
Voto: 7/10

📺 Grace & Frankie / Sesta stagione
Le nostre pensionate preferite son tornate, più mattacchione che mai. Con una storyline degna delle passate stagioni, Jane Fonda e Lily Tomlin si districano perfettamente in queste nuove avventure, senza mai oscurare i compagni d'avventura, ma creando, forse volontariamente, quel velo di malinconia che ci accompagnerà fino alla settima e, purtroppo, ultima stagione.
Voto: 10/10

📺 Le Terrificanti Avventure di Sabrina / Terza parte
Un miscuglio di elementi, derivanti dalle più disparate tradizioni letterarie, mitologiche e religiose, danno vita a una stagione frizzante, forse troppo, dato il parere di una buona fetta di pubblico. Certo, rimane pur sempre una serie adolescenziale, ma i tratti horror la rendono unica nel suo genere. 
Voto: 8/10

📺 October Faction / Prima stagione
Vampiri, mostri, streghe, cacciatori, segreti. C'è di tutto, ed è buono. Veramente buono. Parte alla grande questa nuova serie Netflix, anche se, bisogna ammetterlo, i voluti buchi nella trama fanno storcere il naso ai più. Che siano l'apripista di un grande plot twist. 
Voto: 9/10

📖 Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle / Stuart Turton
Intricato giallo con elementi soprannaturali dal sapore sopraffino. Un po' Black Mirror, un po' Agatha Christie. Chapeau. 
Voto: 9/10

🎭 Mine Vaganti / Ferzan Ozpetek
Rappresentazione teatrale del famoso film del regista turco. Un cast stellare alle prese con una trama leggermente, ma egregiamente, modificata. Lacrime e risate degne erede del film. 
Voto: 10/10.


domenica 26 gennaio 2020

Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle

Il thriller è, sin da sempre, uno dei generi letterari più affascinanti. Basti pensare alle avventure di Poirot e Miss Marple, nati dalla penna di Agatha Christie, o di Sherlock Holmes, il grande investigatore creato da Sir Arthur Conan Doyle. Poliziotti, persone comuni, che utilizzano ingegno e deduzione per risolvere i casi più disparati. In questo contesto si inserisce l'autore in questione, che deve possedere l'abilità di costruire una storia affascinante, ricca di dettagli, e di far insinuare nel lettore l'idea che sì, il colpevole è lui, ma tu lettore hai sbagliato pista. Nulla è ciò che sembra. Questa è la frase che mi ripeto da quando, qualche ora fa, ho chiuso "Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle", esordio di Stuart Turton. Ambientato nell'Inghilterra degli anni venti, il romanzo ci catapulta sin dalla prima riga in un mondo distorto, fatto di vuoti di memoria, omicidi, inseguimenti, punizioni. Elementi che sono ormai tipici del giallo. L'abilità che mi sento di riconoscere a Turton risiede nell'aver esplorato una dimensione ad oggi raramente contemplata nei romanzi thriller: i salti temporali. Il protagonista della storia, Aiden Bishop, si ritrova a vivere in otto corpi diversi, osservando e agendo da diversi punti di vista, grazie ai quali può raccogliere i tasselli di un contorto puzzle e ricucire la storia, risolvendo il caso. Già questo ci permette di capire che il romanzo non è di facile comprensione, anzi. I lettori più critici riconoscono una gran difficoltà nella sua lettura e io stesso, pur essendo appassionato di storie intricate, non ho per poco ceduto all'abbandonare la lettura dopo le prime dieci pagine. Tuttavia, ho voluto dare a Turton una chance e, onestamente, non me ne pento. La narrazione in prima persona e al presente si accompagna a personaggi dalla complessa psicologia, in grado di suscitare simpatia e antipatia. Personaggi ambigui, famelici, che con le loro parole e azioni ribaltano la situazione, allontanando il protagonista, e il lettore stesso, dalla soluzione del caso. Uno degli aspetti più affascinanti, comprensibile all'incirca a metà storia, è la costante presenza di Blackheath, dimora degli Hardcastle, ormai in rovina, ma maestosa e paurosa. Si scoprirà, poi, che la villa altro non è che una prigione, dove il mistero della morte della giovane Hardcastle deve essere risolto solo da uno dei giocatori in ballo, per ottenere in cambio la libertà. Sembra palese, quindi, il richiamo alla celebre Hill House dell'omonimo romanzo di Shirley Jackson: i protagonisti sono gli scacchi (figura ricorrente nel romanzo di Turton), mentre l'abitazione è, allo stesso tempo, scacchiera e giocatore, capace di manipolare le loro menti, le loro azioni, di ribaltare il risultato. Una villa, quella di Blackheath, che gode di vita propria, risultando la vera protagonista della storia, quasi come l'imponente cattedrale di Notre Dame, che fa da sfondo alla storia di Quasimodo ed Esmeralda. Altra, a mio avviso, fortissima componente del romanzo di Turton è la presenza di donne e uomini vestiti da Medici della peste, figure inquietanti che dettano le regole del gioco, con le quali i protagonisti devono confrontarsi, per consegnare poi la risposta corretta e ricevere il premio finale. Ma il Medico della peste, che verso la fine suscita addirittura la simpatia, o compassione?, del lettore, è solo una figura allegorica della coscienza: una voce che risiede dentro di noi, ma che spesso non siamo in grado di ascoltare. Tant'è che il protagonista, Aiden Bishop, grazie al suo aiuto, arriva a comprendere il vero significato di questa avventura così sanguinolenta: non è Blackheath la prigione, ma la nostra mente. E, riflettendoci, trovo ammirevole il significato ultimo del romanzo: l'essere umano, creatura affascinante quando difficile, rimane spesso accecato dall'odio, dalla sete di vendetta, arrivando a non discernere più la differenza tra vero e falso, tra realtà e immaginazione. Ecco allora che il Medico della peste rappresenta la voce interiore, sepolta in quel guazzabuglio di emozioni che tentano di divorarci. Ecco che il lacchè, assetato di sangue, rappresenta il nostro lato più oscuro, quello che cede al male, quello che perde la retta via. È necessario, sembra suggerirci Turton, lasciarci andare per recuperare la giusta direzione. Come Dante affronta un viaggio all'inferno in una dimensione extra-corporea, Aiden Bishop subisce l'alienazione da sé, diventa altro. Egli osserva il mondo con occhi, mente e cuore diversi, dando un giudizio cui mai sarebbe arrivato con gli ingranaggi della sua, di mente. Ed è questo il vero punto forte de 'Le Sette Morti Di Evelyn Hardcastle': il viaggio del protagonista diventa analisi della natura umana.